Chi siamo


Si è costituita a Viterbo l’associazione Per la Sinistra della Tuscia.Un processo che a livello nazionale vede impegnate varie ed importanti realtà politiche e sociali nel tentativo di ricostruire un processo di aggregazione a sinistra, cha parta dalle istanze dei territori e si confronti con i grandi temi del nostro tempo.Una Sinistra che riesca finalmente a mescolare i segni e i semi di più culture politiche, che sia inclusiva e coerente, attenta alle prassi e che abbia il coraggio di produrre un’idea, un progetto di società più aperto e consapevole, più equo, più attento alla salvaguardia ambientale, ai diritti delle persone, al valore del lavoro.

SINISTRA e LIBERTA'
Leggi e ascolta i commenti e i comunicati del dopo elezioni

www.sinistraeliberta.com/


giovedì 23 luglio 2009

Comunicato stampa / lettera aperta - Viterbo 22 luglio 2009

Cinalli: "Molta ipocrisia nell'intervento del vicesindaco Meroi"

Davvero inatteso il mea culpa del vicesindaco Meroi (e precedentemente più velato dell'incauto Sindaco Marini) in merito alla privatizzazione dei servizi urbani considerata una scelta opportuna e obbligata: è tutta colpa di una gestione politica inadeguata e clientelare (questo il significato implicito delle parole di Meroi) che “spartisce” posti ed incarichi non sulla base delle competenze ma sulla base di un tornaconto politico. Questo ha garantito ai partiti (anche ad alcuni di quelli all'opposizione attualmente) e alle coalizioni che hanno governato e governano la città di conservare – anche in virtù di siffatte dinamiche – il potere. Allora meglio il privato, più efficiente e preparato? Forse – però - anche più libero di gestire le risorse umane e finaziarie per fini clientelari e di concussione (Viterbo conosce bene anche questo infame fenomeno); inoltre anche più spregiudicato – si veda il caso della gestione idrica privata di Latina – nel ricavare indebito profitto a scapito dei cittadini.

Forse questi ultimi non si interessano del problema quando fanno la doccia, ma quando arriva la bolletta a casa si pongono molte domande. Un intervento alquanto fuoriluogo quindi quello di Meroi, leader di una coalizione che si pone in totale continuità con la giunta precedente: il responsabile principale della disfatta finaziaria del comune di Viterbo non siede forse nei banchi della maggiornaza come presidente del Consiglio, quasi a riconoscergli un simbolico ma concreto “onore delle armi”? E lo stesso avviene per molti consiglieri comunali e dirigenti confermati nei loro scranni e nelle loro competenze. Certo – mi si dirà – lo hanno voluto i cittadini. Ma supponendo che Meroi abbia ragione, con quali meriti e con quali metodi?

Di quale politica parla Meroi, autorevole esponente del PDL: di quella che ha nominato nella commissione di inchiesta sulla vicenda CEV dei consiglieri coinvolti nella stessa? Certo, in questo caso siamo in piena sintonia con le sue parole: si tratta di una sconfitta della politica. Ma lo lasci dire a noi, almeno in questo caso. Personalmente non dubito della volontà di Meroi di migliorare la gestione pubblica dei servizi cittadini, ma – citando le sue stesse parole - se in virtù della sua posizione “non riesce a svincolarsi dal pregiudizio della scelta di parte, del prevalere della volontà di schieramento, incapace troppo spesso ad anteporre fondamentali interessi comuni a valutazioni miopi e del tutto particolari”, insomma se non riesce a rendersi responsabile di un cambiamento in questa consigliatura e in questa fase della gestione politica, ammetta la sua sconfitta e quella della sua coalizione e rassegni le dimissioni, per il bene della città.

Per l'Associazione per la Sinistra della Tuscia / SeL Viterbo

il Presidente - Umberto Cinalli

giovedì 2 luglio 2009

Nota stampa 2 luglio 2009 - Obiezione di coscienza anche nella Tuscia contro la legge incivile sulla “insicurezza”

In queste ore viene attesa l'approvazione definitiva in Parlamento del decreto (disegno di legge n. 733-B) cosiddetto “sicurezza”, quello – tra le altre cose – che introduce il reato di clandestinità e autorizza la creazione delle ronde. Riteniamo di dover intervenire nel merito perché questo provvedimento avrà purtroppo conseguenze gravi, anche nel territorio della Tuscia.Circa un milione di persone vivono oggi in clandestinità in Italia, la stragrande maggioranza cercando di sopravvivere o di regolarizzare la propria posizione, in un generale difficile contesto di integrazione nel quale esistono barriere culturali e amministrative gravi e oggettive.Ai bambini è oggi assicurata l'istruzione ed a tutti è dovuta l'assistenza sanitaria, come è sacrosanto in un paese civile che deve garantire il rispetto della dignità umana a prescindere dalle sue condizioni temporanee e transitorie.Ma quale genitore si sentirà sicuro di non essere denunciato nella propria condizione di migrante clandestino – da un pubblico ufficiale come l'insegnante o il medico – accompagnando il proprio figlio a scuola o in ospedale? Cosa potrà accadere nelle situazioni più difficili e delicate dove a subirne le conseguenze saranno soprattutto i bambini e le donne? Per questo in vari uffici pubblici e in alcuni ospedali sono già apparse varie forme di obiezione al provvedimento esponendo cartelli nei quali viene riportata la frase “in questo luogo/ufficio non si denunciano i clandestini”.La salute (anche la nostra, considerando che il rischio di epidemie tra le comunità straniere aumenterà) e la dignità delle persone viene così difesa da questa forma di resistenza civile che coinvolge ora dopo ora un numero sempre più crescente di medici e insegnanti e altri pubblici ufficiali. Che dire poi dell'intasamento del sistema della giustizia che questo provvedimento provocherà?Invitiamo tutti nella provincia di Viterbo alla “disobbedienza civile”, e sosterremo nelle forme che saranno necessarie e opportune chi vorrà farlo pubblicamente (a cominciare dagli amministratori della rete che si riconosce in Sinistra e Libertà) per contrastare questa deriva demagogica e inumana, attraverso il ricorso alla obiezione di coscienza contro la nuova legge sulla in-sicurezza. Invitiamo in tal senso il presidente Marrazzo a intervenire presso l'Ordine regionale dei medici, come è stato già per il Governatore della Regione Puglia Vendola.

Per l'Associazione Per la Sinistra della Tuscia

Il Presidente - Umberto Cinalli

sabato 27 giugno 2009


27 giugno 2009
Assemblea provinciale di Sinistra e Libertà
La prima assemblea provinciale di Sinistra e Libertà si è svolta ieri a Viterbo con una significativa partecipazione di rappresentanti di varie realtà locali, delle forze politiche di riferimento e di cittadini, interessati e partecipi delle valutazioni e delle decisioni; una esperienza giovane ma già molto importante nel panorama politico locale e nazionale, anche in virtù di risultati elettorali importanti.
Una occasione colta per rilanciare il progetto di una nuova Sinistra italiana forte e consapevole, autorevole e rigorosa nelle scelte degli obiettivi e delle prassi.
In attesa degli appuntamenti e degli sviluppi su scala nazionale, condivisa nel corso dell'assemblea la necessità di rafforzare la rete territoriale e di concretizzare il lavoro su obiettivi condivisi. Confermata la volontà di partecipare alle prossime elezioni provinciali uniti con il simblo di Sinistra e Libertà.
Costituita a tal fine una struttura operativa transitoria nella Tuscia che valorizzi le esperienze territoriali, ne faccia il perno della partecipazione e che si ponga l’obiettivo principale di creare una rete territoriale solidale e funzionale, concretizzando una forma di adesione al percorso che possa coinvolgere i cittadini come le realtà sociali; che possa infine essere interlocutore credibile ed autorevole per le forze sociali e politiche. Che si assuma responsabilmente l’onere della proposizione di unire le forze della sinistra dentro e fuori i partiti.
È stata condivisa la scelta di creare una serie di istituti operativi: una assemblea degli eletti e degli amministratori degli enti locali che si riconoscono in SeL, quindi una assemblea provinciale permanente degli aderenti che sia la sede del confronto politico nel territorio viterbese.
Definito quindi un esecutivo di garanzia, composto da 8 persone, che in continuità con il percorso svolto prima e durante la campagna elettorale, gestisca il percorso di strutturazione e di avvicinamento (in autunno) alla fase costituente o di riorganizzazione nazionale.
Nell'esecutivo di garanzia sono presenti Maurizio Puri, Francesco Romito, Marilina Fravolini, Giuseppina Del Signore, Antonio Capaldi, Stefania Calevi, Aldo Filosa, Umberto Cinalli.
Esecutivo di Sinistra e Libertà della Tuscia

domenica 14 giugno 2009

Conferenza stampa di Sinistra e Libertà


CON IL SIMBOLO ALLE PROVINCIALI

Conferenza stampa di Sinistra e Libertà per commentare la tornata elettorale e affermare la prosecuzione e il rafforzamento dell’esperienza politica che ha visto il suo battesimo nella consultazione per il rinnovo del Parlamento europeo. L’impegno è che l’anno prossimo la lista concorra alle elezioni provinciali.
Umberto Cinalli, dell’associazione per la Sinistra della Tuscia, Santino Pini, del Partito Socialista, Giancarlo Torricelli del Movimento per la Sinistra, Enrico Mezzetti, consigliere comunale di Viterbo, e Fabrizio Scarponi, giovane neo-eletto nel consiglio comunale di Civita Castellana, hanno illustrato la decisione di dare immediata continuità a quella che non è stata una semplice alleanza elettorale, ma è invece un progetto, un “cantiere” per la costruzione di un nuovo soggetto politico.
Precorrendo anche le iniziative che verranno assunte a luglio a livello nazionale, Sinistra & Libertà di Viterbo ha deciso di convocare per venerdì 26 giugno un’assemblea aperta, nella quale sarà nominato un coordinamento organizzativo, verrà costituita la rete degli eletti nelle amministrazioni locali e verrà sancita la volontà di presentare la lista alle elezioni provinciali del prossimo anno, lavorando per la costruzione di una nuova alleanza per la Tuscia, in grado di fare argine contro le destre e di coinvolgere tutte le forze disponibili dell'area democratica e progressista.
Negli interventi è stata espressa soddisfazione per un risultato che in provincia ha raggiunto il 3,96% con 6.800 voti: per una lista nata un mese prima delle elezioni e sostanzialmente oscurata dai mezzi di comunicazione di massa in campagna elettorale, il consenso ottenuto è da ritenersi soddisfacente e tale da spingere a proseguire con convinzione sulla strada intrapresa.
Sinistra e Libertà intende quindi costituire una formazione che dia risposte in termini culturali e politici ad una domanda presente in larghe fasce di elettorato, puntando ad un sostanziale rinnovamento anche in termini generazionali. In questo senso i risultati delle elezioni amministrative e l’elezioni di giovani consiglieri costituiscono un segnale rassicurante.
Dunque, già da oggi, nella Tuscia Sinistra e Libertà conferma di non essere una alleanza elettorale, bensì un nuovo soggetto, che vuole richiamare quanti intendono fornire un contributo alla ricostruzione della Sinistra e, con essa al più ampio progetto di una alleanza di centrosinistra, che punti a riconquistare il governo del Paese.
I valori della pace e della non violenza, l’affermazione di una economia verde, con una riconversione ecologica della produzione e dei consumi, una società laica, inclusiva, accogliente sono i punti cardine intorno ai quali definire una sfida alle politiche delle destre e contrastare le pulsioni estremiste e xenofobe che si sono manifestate in tutta Europa. Una sfida che richiede costanza, capacità organizzativa, radicamento sociale e territoriale, che gli esponenti viterbesi vogliono mettere da subito in campo.
Intanto occorre continuare a dare risposte sul terreno sociale, come è avvenuto, ad esempio, con l’accordo che la Provincia ha concluso con l’Inps per l’anticipo delle somme dovute per la cassa integrazione guadagni, che nasce proprio da una proposta avanzata da Sinistra e Libertà alla giunta provinciale. Occorre poi ragionare sullo sviluppo sostenibile del territorio contrastando scelte inaccettabili e rilanciando sul terreno delle vocazioni del territorio, sulle reti immateriali, sulla cultura.
Il “cantiere” è dunque aperto, ma le fondamenta sono state già realizzate.
Coordinamento provinciale provvisorio
Sinistra e Libertà

lunedì 8 giugno 2009

RISULTATI PROVINCIALI EUROPEE E COMUNALI


lunedì 1 giugno 2009

Lettera appello degli ex dirigenti viterbesi di Rifondazione

Noi scegliamo SINISTRA E LIBERTA'
Oggi in Italia mancano soprattutto due cose, la sinistra e la libertà. Una sinistra capace di sognare e di trasformare, una libertà che si realizzi come liberazione, uguaglianza, partecipazione.
C’è bisogno di una sinistra autentica e coraggiosa che possa contribuire alla sconfitta sociale e culturale delle destre che giocano con le paure e con le incertezze, che alimentano la precarietà e le povertà, che cancellano elementari diritti di cittadinanza.
C’è bisogno di una sinistra radicata e di popolo per battere queste destre che rilanciano il nucleare, bocciano il pacchetto clima dell’Unione Europea e non investono sulle energie rinnovabili.
La Sinistra deve essere riconoscibile per le sue proposte, come già avvenuto nella Regione Lazio, dove grazie a Sinistra e Libertà è stata approvata l’importante legge sul reddito minimo garantito. Una prima risposta, una modalità per uscire dalla crisi nel senso giusto.
C’è bisogno di una sinistra che ripensi se stessa, innovando le proprie pratiche e i propri linguaggi; una sinistra in grado di parlare la lingua dell’uguaglianza, dei diritti e delle libertà individuali.
Le elezioni europee sono l’occasione per dare forza ad una sinistra unitaria e rinnovata, capace di rappresentare in Europa la necessità di politiche in grado di assicurare una maggiore sicurezza socio economica a milioni di persone che, a causa della crisi e delle politiche che l’hanno provocata, vivono una condizione di forte insicurezza in tema di occupazione, reddito, condizioni di lavoro, salute, istruzione.
Per queste ragioni il 6 ed il 7 di giugno noi, ex dirigenti viterbesi di Rifondazione, sosterremo ed invitiamo a sostenere SINISTRA E LIBERTA’.
ANTONUCCI Matteo, BRIGHI Simonetta, CALEVI Stefania, CARRAFA Augusto, CIOCCHETTI Angelo, DESANTIS Fabiola, FORZONI Claudio, LEONI Giovanni, MANCINI Walter, LOMBARDI Bernardino, NARDI Beatrice, PECIAROLO Sergio, PIERI Fabrizio, POZZI Corrado, PRINTEMPI Domenico, ROMITO Francesco, ROSELLI Patrizia, SACCO Paolo, TORRICELLI Giancarlo, ZUCCHETTA Valter

giovedì 28 maggio 2009

Acquisti verdi, bioedilizia e unioni civili



Proposte di variazione al bilancio
del Comune di Viterbo
da Mezzetti (Sinistra arcobaleno)
e Cinalli (Associazione per la sinistra della Tuscia)
27 maggio 2009

Il gruppo consigliare Sinistra Arcobaleno e l'Associazione per la Sinistra della Tuscia, in virtù del lavoro di coordinamento del consigliere Enrico Mezzetti, hanno presentato in queste ore al consiglio comunale un pacchetto di provvedimenti ovvero di proposte di variazioni al bilancio 2009 del Comune di Viterbo che mirano a risolvere alcuni problemi ma soprattutto a sviluppare percorsi strutturali di sviluppo culturale ed economico.
Con l'obiettivo di coinvolgere non solo le opposizioni ma l'intero consiglio, è stato riproposta una variazione che miri ad accogliere il sistema degli acquisti verdi (Green Public Procurement) nell'ambito degli appalti pubblici del Comune: come indicato dalla Commissione Europea uno degli strumenti operativi più importanti mai posti in essere per la sostenibilità ambientale.
Quindi l'istituzione di un ufficio specifico per la tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della citta di Viterbo e del territorio circostante, la creazione di un capitolo di bilancio dedicato per il Parco dell'Arcionello, l'accoglimento della normativa regionale sulla bioedilizia e l'edilizia sostenibile e la creazione di specifici percorsi informativi e di incentivazione per il risparmio idrico.
Particolarmente importanti dal punto di vista del significato culturale e sul piano dei diritti la richiesta di accogliere, in seno al sistema del bilancio comunale, la normativa nazionale che prevede la creazione di percorsi di sostegno alla cooperazione allo sviluppo internazionale, quindi la creazione del registro delle unioni civili nell'ambito del sistema dell'anagrafe comunale.
Sono molti nella nostra città i giovani che, anche in virtù di una crisi che penaliza le giovani coppie, quando anche si trovano nella situazione di una occupazione precaria, che potrebbero avvantaggiarsi e pensare a un progetto familiare se potessero essere garantiti da un sistema di tutele come la creazione di un registro comunale delle unioni di fatto per l'accesso ai servizi (mense, asili, contributi).
Un provvedimento importante di civiltà in un momento di disorientamento e di fragilità sociale.
Umberto Cinalli Presidente dell''Associazione per la Sinistra della Tuscia
Enrico Mezzetti Gruppo Consigliare Sinistra Arcobaleno

lunedì 18 maggio 2009

svoltosi Incontro a Viterbo con NIERI, TIBALDI e RODANO

“La Regione Lazio, la Sinistra, l’Europa”
Interessante ed importante l'incontro tenutosi a Viterbo lo scorso venerdi 22 maggio.
Dopo l’introduzione di Umberto Cinalli, presidente dell’Associazione per la Sinistra della Tuscia, sono intervenuti gli assessori del gruppo de La Sinistra della Regione Lazio: Luigi Nieri, responsabile del bilancio; Giulia Rodano, assessora alla cultura, spettacolo e sport; Alessandra Tibaldi, responsabile per le politiche del lavoro. L’incontro si proponeva di far conoscere le iniziative messe in campo dalla sinistra alla Regione Lazio, in particolare in questi ultimi mesi, aventi soprattutto l’intento di affrontare la crisi e sostenere i soggetti più deboli di fronte alle difficoltà economiche e sociali che stanno segnando ampie fasce della popolazione; è stata l’occasione per inquadrare le politiche regionali nell’orizzonte europeo di un nuovo modello di sviluppo, che faccia della valorizzazione dell’ambiente e del lavoro i suoi assi centrali. Le iniziative in campo economico, sociale, culturale che la Regione ha messo in campo per i territori, le opportunità per le amministrazioni della nostra provincia, hanno reso questo incontro particolarmente interessante con un obbiettivo ulteriore: sviluppare un confronto prossimo e permanente con gli assessori regionali con lo scopo di affrontare (attraverso un tavolo specifico del gruppo regionale della Sinistra) la questione del modello di sviluppo della Tuscia e in, modo implicito, la questione aeroporto - sulla quale rimane la posizione critica del gruppo locale dell'Associazione Per la Sinistra - e delle infrastrutture.

domenica 10 maggio 2009

Nota Stampa di Giancarlo Torricelli

Sulla barbarie del pacchetto sicurezza del Governo
Quello che sta avvenendo in questi giorni, l’imminente approvazione del pacchetto sicurezza, il respingimento in Libia di 227 migranti senza possibilità di effettuare la richiesta d’asilo, la proposta di istituire vagoni separati nella metropolitana milanese, il suicidio di una donna immigrata a Ponte Galeria dopo l’annuncio della sua espulsione, sono il segno di una barbarie che mette paura.
Un razzismo che gioca con le paure, si alimenta del timore diffuso, contribuisce a deformare le percezioni, le opinioni, i rapporti. Ma trova le sue radici da un’altra parte: nella necessità di chi governa di ridefinire le strategie di controllo sui corpi, sulla mobilità delle persone, sulla crisi del lavoro, sulle libertà, sul dissenso. Dentro una crisi che modifica tutto, da un lato, le spinte alla libertà di circolazione sono sempre più pressanti, dall’altro, si esaspera la necessità di controllarne le forme e subordinarne le possibilità.
Con la decisione di respingere i barconi dei migranti in Libia, il governo italiano, così sensibile alla retorica della difesa della vita in astratto, ha stabilito che la cittadinanza, italiana o occidentale che sia, è il requisito indispensabile perché qualcuno sia trattato da essere umano.
Eppure l’antica cultura cristiana di questo Paese ci aveva insegnato che quando qualcuno, affamato, malato o bisognoso, bussa alla nostra porta dovremmo farlo entrare. Per il governo italiano è la cittadinanza che stabilisce chi abbia diritto a vivere, ad essere curato e trattato come una persona.
Tra i migranti respinti senza nemmeno mettere piede sul suolo italiano ci sono persone in fuga dalla guerra, dagli stermini e dalla fame.
Impedendo loro persino di chiedere asilo e riconsegnandoli alla Libia, l’Italia li condanna alla detenzione, alle angherie, e, come è già documentato da anni, alla morte.
Così nel nome della difesa paranoica della nostra sicurezza territoriale che accomuna la maggioranza di destra e parti consistenti dell’opposizione parlamentare, il nostro Paese rispedisce nel nulla uomini, donne e bambini, inibiti nell’esercitare il sacrosanto diritto alla fuga dalla miseria e dalla guerra e forzatamente rispediti verso le carceri e le torture di uno dei Paesi più disumani del mondo (senza che nessuno di loro sia libico). Un’autentica aberrazione.
La stessa che ha colpito Nabruka Mimuni, tunisina di 44 anni, che, dopo l’annuncio dell’espulsione si è tolta la vita nella sua cella di Ponte Galeria per evitare il rimpatrio nel suo Paese.
Non è la prima volta, non è la prima storia. Perché nella vergogna dei Centri di identificazione ed espulsione si muore. Grazie al pacchetto sicurezza si potrà rimanere reclusi in questi luoghi infami fino a sei mesi pur non avendo commesso alcun reato.
Di fronte a questi fatti c’è da vergognarsi di essere italiani. Mentre la stampa si affanna intorno ai casi privati di Berlusconi, in questo Paese tutto è diventato possibile, il razzismo è una pratica istituzionale che ha la faccia tronfia e soddisfatta del ministro degli interni di fronte ai poveri barconi respinti.
Il razzismo è la banalità di una quotidianità che mette in discussione perfino i diritti umani. Il razzismo è la semplificazione e l’ignoranza di fronte alla complessità della società in cui viviamo. Il razzismo è la faccia di un potere che nell’individuare un capro espiatorio trova le forme e i modi per autoperpetuare se stesso.
Possibile che il Paese che ha conosciuto l’aberrazione delle leggi razziali non trovi la forza di reagire e di indignarsi di fronte a tutto questo?
Da qualche anno, anche nel Viterbese, una serie di amministrazioni locali stanno sperimentando concretamente pratiche di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo.
Esperienze positive di relazione che andrebbero conosciute, valorizzate e potenziate come modalità concreta per contrastare questa autentica aggressione ai diritti delle persone che non riguarda solo gli antirazzisti e i migranti. Riguarda tutti. Non c’è più spazio per gli spettatori.

domenica 3 maggio 2009



Sinistra e Libertà con NICHI VENDOLA

ha aperto la campagna elettorale al cinema Excelsior di Vetralla
A tenere a battesimo nella Tuscia la lista voluta da Verdi, Partito Socialista, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica, Unire la Sinistra, è stato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
Di fronte a una platea caratterizzata da molti giovani e donne, Vendola ha iniziato dalla immagine che viene data della crisi economica e sociale in rapporto a quella che essa è realmente, a come incide nella vita delle persone.
Guardando alle vicende europee e mondiali ha fatto riferimento alle grandi mobilitazioni sociali in corso in Francia e alla politica di Barack Obama, che “seppellisce l’armamentario della destra americana degli ultimi trent’anni e disegna una nuova società inclusiva”.
Venendo alle vicende italiane, il leader di Sinistra e Libertà ha invece molto insistito sui diritti e la dignità del lavoro, sul dramma che si trovano a vivere i precari, avvertendo che nelle statistiche dei prossimi mesi la precarietà è destinata a diminuire perché centinaia di migliaia di persone rimarranno semplicemente senza occupazione e senza la possibilità di costruire il proprio progetto di vita.
Per questo ha chiesto che gli aiuti pubblici alle imprese siano vincolati del blocco dei licenziamenti.
Secondo Vendola il lavoro va rimesso al centro della discussione pubblica insieme alla scuola – “che in primo luogo educa alla socialità” – , alla giustizia fiscale, alla cura “del territorio di un Paese che è stato spolpato vivo, che è stato la preda di caccia del partito trasversale del cemento, che rischia la desertificazione e la crisi dell’approvvigionamento idrico”.
Sulle questioni dei diritti civili Vendola, da credente, ha affermato di rifiutare un’Italia bigotta, che vuole imporre una morale di stato, come è accaduto nella vicenda di Eluana Englaro.
Infine, riferendosi al proprio percorso politico, ha affermato che “Sinistra e Libertà è l’idea di un luogo grande e plurale, nel quale le tante sinistre depongono le armi e portano il dono della propria storia”.
E’ l’idea che la Sinistra debba riappropriarsi della parola e dell’idea della libertà, che non può affermarsi se, come accade adesso, a prevalere nella società è la paura.
Per questo, ha concluso, serve una Sinistra che voglia battersi per l’eguaglianza e per “l’unica globalizzazione che vogliamo: quella dei diritti”.
Sinistra e libertà

giovedì 23 aprile 2009


Nota stampa / SINISTRA E LIBERTA' di Viterbo - Viterbo 23 aprile 2009


La scuola è il baricentro intorno al quale coordinare le politiche culturali ed economiche del nostro paese: un paese che non investe nella scuola e che la considera un costo e non una risorsa fondamentale è un paese destinato alla decadenza.
Unanimi e accalorati i commenti e le considerazioni emerse nel corso dell'incontro promosso ieri da SINISTRA E LIBERTA' a Viterbo, sul tema: SCUOLA E LIBERTA' per l'Europa della conoscenza.
Un appuntamento partecipato dove tutti i presenti, tra i quali vari esponenti di movimenti e partiti, quindi insegnanti e ricercatori, hanno puntato il dito contro i provvedimenti del Ministro Gelmini e contro il decreto di legge Aprea, provvedimenti che cambiano (e mettono a rischio) il sistema delle tutele e del diritto allo studio nella scuola pubblica italiana.
Apprezzati gli interventi di Pino Patroncini (Federazione Lavoratori della Cultura dela CGIL) e in particolare quello di Simonetta Salacone (Dirigente del circolo didattico Iqbal Masih) una delle figure di maggiore rilievo del “movimento dei movimenti” che in Italia si è mosso contro alcuni dei provvedimenti governativi, tra i quali quello del maestro unico.
Quest'ultimo ha ricevuto – anche a Viterbo - nell'ambito della consultazione nazionale presso le scuola italiane una solenne bocciatura.
Ringraziamo quanti hanno accettato il confronto su un tema che è di fondamentale importanza per il futuro del nostro paese, quello della scuola, che passa purtroppo anche attraverso le difficoltà di un patrimonio edilizio che è sempre più in sofferenza a causa dei tagli del governo Berlusconi.
Troppe le scuole a Viterbo ed in provincia che non sono a norma e che risentono di una scarsa attenzione da parte delle amministrazioni competenti.
Anche per questo raccogliamo e rilanciamo l'invito a sostenere gli sforzi per una grande e unanime iniziativa di mobilitazione, di cui si parlerà anche nell'appuntamento del 29 aprile promossa a Viterbo da ARCI e dal Forum della scuola della Repubblica.
A cura di SINISTRA E LIBERTA' di Viterbo

(sede Via La Fontaine 89 - Viterbo / rif: 338.4356568 / sinistradellatuscia@gmail.com)

mercoledì 8 aprile 2009

Affare aeroporto a Viterbo: una copertura per altri interessi

NOTA STAMPA / Associazione per la Sinistra della Tuscia Viterbo 8 aprile 2008

E ancora difficile riuscire a comprendere i contorni della notizia che in queste ore confermerebbe l'ipotesi della volontà di Regione e investitori privati di realizzare a Frosinone un nuovo aeroporto: una prospettiva che avevamo paventato come probabile nel gioco della politica che si gioca su più tavoli e su differenti logiche, non tutte – ovviamente – accettabili e condivisibili.
Dal nostro punto di vista, la prospettiva non modifica un atteggiamento di aperta critica alla ipotesi di realizzazione di un terzo scalo nel Lazio, e nello specifico di sostanziale dissenso circa la realizzazione di quello di Viterbo.
Troppe e consistenti le motivazioni di ordine ambientale, sociale, economico. Le stesse che sono state da sempre sostenute da Enrico Mezzetti, importante e coerente punto di riferimento culturale e politico dell'Associazione Per la Sinistra della Tuscia in Consiglio Comunale.
E non è un caso che il fronte compatto dei favorevoli continui a sfaldarsi giorno dopo giorno, sotto la evidenza dei fatti. Le persone in buona fede cominciano a rendersi conto di quanto sta accadendo e gli deve essere riconosciuta l'onesta intellettuale.
E’ ormai infatti largamente diffusa la consapevolezza che l’aeroporto sia dannoso e irrealizzabile e tutta questa discussione serva in effetti anche a coprire affari di altra natura, in particolare affari – politicamente trasversali - di natura immobiliare.
Piuttosto è il caso di chiedere ai consiglieri ed assessori provinciali assenti al consiglio congiunto cosa pensano di quanto accade intorno all'affare aeroporto. Non tutte le forze politiche hanno manifestato coerenza in questa discussione.
Quando il “trucco” sarà svelato, sarà il caso di chiedere ragione dei consensi e dei silenzi.
Per l'Associazione per la Sinistra della Tuscia
il Presidente

Umberto Cinalli

domenica 5 aprile 2009

giovedì 2 aprile 2009


giovedì 19 marzo 2009

Presentazione nazionale lista Sinistra e Libertà


domenica 15 marzo 2009

Nota stampa 15 marzo 2009
PARCO dell'ARCIONELLO: Atto di arroganza il ricorso al TAR del Comune di Viterbo
Sebbene preannunciata e attesa, la decisione dell'amministrazione comunale di Viterbo di ricorrere al TAR contro l'istituzione della Riserva naturale dell'Arcionello si pone nel solco di un atteggiamento – quello della maggioranza in Consiglio comunale - arrogante e deferente nei confronti degli speculatori e dei poteri forti di questa città.
L'occasione che poteva essere colta era quella di aprire una nuova fase di confronto sul futuro di Viterbo, sulle scelte urbanistiche e sul destino delle aree verdi e del patrimonio storico ed artistico del capoluogo, coinvolgendo esperti, intellettuali, tecnici e cittadini.
Ripensare insieme alla città condividendo sensibilità e progetti.
Invece viene ancora una volta scelta la strada della subalternità ai palazzinari ed ai cementificatori, senza se e senza ma.
Lo stesso atteggiamento che è stato adottato nel confronto con la Regione e che ha fatto si che il comune abbandonasse strumentalmente il tavolo tecnico per la progettazione dell'area protetta.
Il comune di Viterbo vuole lo scontro con la Regione Lazio e rifiuta il confronto con i cittadini e le associazioni nelle sedi istituzionali perché incalzato dalle richieste dei costruttori.
Lo stesso potrebbe verificarsi nei prossimi giorni per quanto riguarda i 21 piani integrati in attesa di discussione nelle sedi tecniche e politiche comunali: insieme a quanto sta avvenendo nella piana termale (con la scusa dell'aeroporto) una aggressione al territorio e al paesaggio senza precedenti nella storia della città.
Per l'Associazione per la Sinistra della Tuscia
il Presidente

venerdì 13 marzo 2009

Nota stampa - Incontro con l'Assessore al Lavoro del Lazio Alessandra Tibaldi

"300MILA EURO E AGEVOLAZIONI CONTRO LA CRISI NEL BILANCIO PROVINCIALE E REDDITO DI CITTADINANZA NEL LAZIO": SUCCESSO PER LA SINISTRA NELLA TUSCIA E IN REGIONE

(13 marzo 2009) – VITERBO – La Sinistra per la Tuscia apre per la prima volta le porte della sua nuova sede in via Cardinale la Fontaine per accogliere l’assessore regionale Alessandra Tibaldi, arrivata a Viterbo per parlare della legge regionale sul reddito garantito e affiancare il nuovo movimento nella presentazione delle iniziative da poco intraprese per fronteggiare la crisi.
“La Sinistra per la Tuscia – ha detto Umberto Cinalli – si sta muovendo bene, facendo rete e riscuotendo crescenti consensi su tutto il territorio del paese. Questo movimento sta sperimentando l’esperienza di un vero e proprio laboratorio politico che vuole intraprendere proposte e azioni concrete sul territorio. La particolare difficoltà di questo momento ci chiede di pensare innanzitutto ad aiutare le famiglie in difficoltà. Solo a Civita Castellana ci sono oltre 2000 cassaintegrati, e la cifra cresce di ora in ora. Abbiamo ricevuto un segnale molto incoraggiante da parte della provincia.
Il presidente Mazzoli ha infatti rimpinguato i capitoli di bilancio destinati a finanziare le nostre proposte. “Abbiamo chiesto – specifica Antonio Capaldi – di anticipare i soldi della cassa integrazione e di rafforzare il consorzio fidi. Il presidente Mazzoli ha raccolto queste nostre indicazioni stanziando 150 mila euro per la prima voce e altri 150 mila per la seconda. Abbiamo anche chiesto alla provincia di farsi promotrice della costituzione di un fondo di garanzia sociale e di finanza solidale e di coinvolgere comuni e sindacati per consentire agevolazioni nelle utenze, affinché esse non superino il tasso di inflazione ufficiale per le famiglie più colpite dalla crisi”.
Ha illustrato lo spirito della legge regionale l’assessore Alessandra Tibaldi “Il percorso che oggi ci porta a ottenere la legge sul reddito minimo garantito – ha detto la Tibaldi - parte da lontano, fin dal dicembre 2005 e, caso ha voluto, che esso si completasse proprio in questo momento di particolare bisogno. La crisi, che è una crisi di sistema, arriva in un paese culturalmente e socialmente devastato. Dobbiamo ricostruire un terreno agibile per la Sinistra diffusa. La logica di questo governo è quella di dare ampia libertà a tutti per poi intromettersi sul fine vita e sulla violenza alle donne. Dobbiamo riaffermare la validità delle regole condivise. Come ad esempio il piano regolatore, che insieme al bilancio è uno strumento importantissimo nel disegnare una città.
In un momento di profonda crisi come questo i cittadini non possono essere lasciati da soli a casa propria con i loro problemi. La legge regionale del reddito minimo garantito prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per il primo anno con cui riusciremo ad assicurare circa 7 mila euro annui a circa 6 mila disoccupati e precari. Ora dobbiamo cercare di coinvolgere in quella che dovrà essere una rete a sostegno dei cittadini anche i comuni e le province. Hanno poche risorse, è vero, ma possono ugualmente svolgere un ruolo offrendo ai cittadini alcuni servizi” ha concluso l’incontro Cinalli parlando della speculazione che comunque si registra anche in tempi di crisi “Anche in tempi di crisi c’è chi ci guadagna – ha detto Cinalli - In questo momento la politica più facile per i comuni è quella di vendere il territorio. Penso poi alle false aspettative costruite intorno all’aeroporto. Non oso immaginare la caduta motivazionale e la delusione che ci sarà quando questa prospettiva verrà meno” (nota tratta da "on Tuscia" e integrata dalla redazione del blog).

lunedì 9 marzo 2009




Nota stampa - lunedi 9 marzo 2009
giovedì 12 marzo alle ore 11.30

Incontro con l'Ass.re regionale al lavoro Alessandra Tibaldi
presso la sede della Associazione Per la Sinistra della Tuscia in via Cardinal La Fontaine, 89.A – Viterbo

La Regione Lazio ha approvato la legge che stanzia 40 milioni di euro per disoccupati e precari. Un intervento mirato ad assicurare un reddito minimo pari a circa settemila euro a persona per un anno (530 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precari residenti nella regione Lazio). E’ una misura che cerca di assicurare un sostegno a donne e uomini che, nel nostro territorio, stanno pagando in maniera più pesante gli effetti della crisi. Una misura proposta e sostenuta dalla Sinistra, che nel Consiglio Regionale del Lazio ha costituito un unico gruppo composto da sette consiglieri, nel quale si riconoscono quattro degli assessori della giunta Marrazzo.
Ma un ulteriore successo la Sinistra l’ha ottenuto a livello provinciale. La Giunta Mazzoli ha infatti previsto nella proposta di bilancio, che tra qualche giorno sarà in discussione nel Consiglio di Palazzo Gentili, una dotazione per finanziare l’anticipazione della cassa integrazione ai lavoratori che venendo a trovarsi in questa grave situazione rischierebbero di rimanere alcuni mesi privi di reddito prima della effettiva erogazione della indennità da parte dell’ente previdenziale; la previsione di un fondo di garanzia sociale e finanza solidale (prestiti d’onore, mutui prima casa…) con l’intento di coinvolgere enti pubblici e privati, associazioni; il rafforzamento dei finanziamenti ai consorzi fidi in favore delle piccole imprese. Una proposta che l’Associazione per la Sinistra della Tuscia ha avanzato, trovando la condivisione delle confederazioni sindacali e venendo accolta nella proposta di bilancio della Provincia con una previsione di spesa di trecentomila euro.
L’Assessore Tibaldi illustrerà quindi il senso e le modalità attuative di queste proposte a sostegno dei cittadini maggiormente in difficoltà, ma descriverà anche il processo unitario delle forze della Sinistra in atto a livello locale, regionale e nazionale.
Associazione per la Sinistra della Tuscia

sabato 7 marzo 2009

NEWS - Approvata in Regione la legge sul reddito sociale

Grazie alla Sinistra la Regione Lazio approva la legge sul reddito di cittadinanza: 40 milioni di euro per precari e disoccupati.

Nel Lazio il ‘reddito minimo garantito’ è ormai una realtà. Con il via libera del Consiglio regionale i disoccupati, gli inoccupati e i precari di questa regione, con un reddito inferiore ai 8.000 euro, potranno beneficiare di un assegno mensile di circa 580 euro e di una serie di agevolazioni per la fruizione di servizi primari. La Regione Lazio si prende così il merito di aver adottato una misura di civiltà degna delle più avanzate democrazie europee. Una legge fortemente voluta dall’assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi (del gruppo della Sinistra). Il Lazio si è mosso in totale solitudine visto che le risorse che verranno utilizzate provengono interamente dalle casse regionali: 20 milioni solo per il 2009, cifra raddoppiata dall’assessore al Bilancio Luigi Nieri (anche lui, non a caso, della Sinistra), ben 40 milioni di euro per i prossimi tre anni. In questo Paese in crisi, non sola economica, ma anche di idee, è bastata una buona proposta come questa per mettere in evidenza alcune contraddizioni e debolezze dei principali schieramenti politici. A cominciare dal Pd. Che ha fatto di tutto per rivendicare la paternità di una legge che non gli è mai appartenuta. Secondo l’edizione romana del Corsera, il provvedimento è seguito al richiamo del segretario del Pd Dario Franceschini, il quale solo pochi giorni prima aveva invocato l’adozione da parte del Governo di un sussidio per i disoccupati. Così, con un colpo di bacchetta magica. Poco importa che si tratta di un disegno di legge che risale al lontano 2005, anno in cui la promotrice, l’assessore al Lavoro della Giunta Marrazzo Alessandra Tibaldi, cominciò il confronto con le associazioni sindacali, con quelle di volontariato, con i centri sociali, con le reti per il diritto alla casa. Allora chi parlava di questi argomenti era un sognatore e un estremista. La battaglia per il lavoro e quella contro i danni della precarietà sulle singole esistenze, roba per gli stucchevoli oppositori della legge Biagi e per romantici baumiani. Oggi, per uno strano scherzo del destino, la conclusione dell’iter della legge sul reddito minimo garantito, cade proprio all’indomani di questa ‘nuova’ battaglia del Partito Democratico che in massa plaude e si rivendica il risultato ottenuto. Oggi la flessibilità non è più un’opportunità, il loft non è più di moda. Questa volta, invece, è la Sinistra che ha vinto. Ha vinto nella perseveranza e nella tenacia con cui ha condotto e sostenuto una battaglia culturale prima ancora che politica e nella concretezza con cui ha realizzato i suoi obiettivi. Il ‘leggero’ Partito Democratico ancora una volta ha dimostrato i suoi limiti. Non si può pensare di affrontare il berlusconismo con i soli strumenti della comunicazione. Qualche volta servirebbe un po’ più di coraggio. Il timore è che anche Obama, come Zapatero ieri, andranno a finire in soffitta. Anche il Sindaco Alemanno pensa che il reddito minimo di cittadinanza sia ‘una cosa giusta’. Lo ha dichiarato senza remore, nonostante il voto contrario in Consiglio regionale di Alleanza nazionale e l’astensione di Forza Italia. Per loro il provvedimento è inefficace perché non dà risposte a tutti i disoccupati e precari del Lazio. Detto da chi ha sostenuto per anni la necessità della baby card e la bontà delle varie social card fa veramente impressione. Di fronte a una buona idea, questa volta sì, il fronte si è spaccato. E’ questa la Sinistra che ci piace. Quella che si costruisce per induzione e non per deduzione. Si fanno cose di sinistra e poi si è di sinistra. Si perseguono battaglie di sinistra e su queste si costruisce una nuova identità di sinistra. Su questo il nuovo gruppo unico della Sinistra ha dato un segnale concreto. Sotto la bandiera dei diritti e della dignità degli individui la Sinistra ha ritrovato la sua coesione e messo sotto scacco tutti gli altri.

giovedì 5 marzo 2009

Nota stampa - venerdi 6 marzo 2009
Accolte dal Presidente Mazzoli le richieste di intervento a sostegno dei lavoratori in difficoltà presentate dall'Associazione per la Sinistra

Lunedì 23 febbraio L'Associazione Per la Sinistra della Tuscia ha sottoposto al presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, alcune proposte di stanziamenti per il redigendo bilancio previsionale dell’Ente di via Saffi. Nello specifico le proposte hanno riguardato:
Una dotazione economica per finanziare gli interessi passivi onde anticipare la cassa integrazione ai lavoratori che verranno a trovarsi in questa grave situazione;
La previsione di un fondo di garanzia sociale e finanza solidale (prestiti d’onore, mutui prima casa…) con l’intento di coinvolgere enti pubblici e privati, associazioni;
Il rafforzamento dei finanziamenti ai consorzi fidi;
Conseguentemente ai punti sopra richiamati si è individuata l’assunzione, da parte della provincia, di un ruolo attivo di coordinamento di comuni e forze sociali per introdurre agevolazioni sulle utenze locali alle famiglie dei lavoratori colpiti dalla crisi ed un interessamento affinché l’aumento delle tariffazioni locali, ove necessario, non fosse superiore all’inflazione programmata.
Durante l’incontro con il presidente Mazzoli abbiamo evidenziato come le proposte avanzate, scevre da ogni interesse di gruppo, fossero una significativa risposta alla situazione di crisi che sta gravando sempre più sui lavoratori della nostra provincia.
Nell’incontro il presidente Mazzoli ha sottolineato le notevoli difficoltà del bilancio riservandosi comunque di verificare disponibilità e strumenti entro il venerdì successivo.
Venerdì 27 scorso il presidente Mazzoli ci ha comunicato che nel pomeriggio la giunta avrebbe approvato, come puntualmente avvenuto, lo schema di bilancio 2009 in cui erano inseriti anche gli stanziamenti per la cassa integrazione, per il fondo di garanzia sociale e finanza solidale e per i consorzi fidi per un importo complessivo di circa 300.000 euro.
Nel prendere atto con soddisfazione della decisione assunta dall’esecutivo della provincia, ci impegniamo sin da ora a svolgere un lavoro di informazione e vigilanza sulla effettiva e rapida destinazione di questi fondi. Chiediamo ora, in primo luogo al consiglio provinciale, di approvare con una larga convergenza gli stanziamenti proposti dalla giunta affinché i lavoratori in difficoltà possano usufruire al più presto di strumenti di solidarietà sociale così innovativi per i nostri territori.
Associazione per la Sinistra della Tuscia

sabato 28 febbraio 2009

Scritte ingiuriose ed intimidatorie sui muri della sede di Viterbo


Nota stampa - sabato 28 febbraio 2009


Scritte ingiuriose ed intimidatorie sui muri della sede di Viterbo
Sopraggiunti nella giornata di ieri presso la sede dell'associazione in Via Cardinal La Fontaine 87, a Viterbo, insieme ad altri soci, abbiamo rinvenuto alcune scritte in vernice rossa sulle due saracinesche e sul muro della sede stessa, non presenti il giorno prima quindi presumibilmente realizzate nel corso della notte tra il 26 ed il 27 febbraio. Le scritte riportano scritte ingiuriose e simboli fascisti e nazisti (nello specifico “froci” una svastica e due croci celtiche). (Foto in allegato)
La matrice politica del gesto appare chiara, in riferimento alla presenza della nostra associazione che solo da pochi giorni ha preso possesso della nuova sede; motivo per il quale riteniamo di particolare rilevanza questa che, a tutti gli effetti, può essere letto come un gesto intimidatorio e ingiurioso. Il fatto sarà oggetto quindi di una specifica denuncia agli organi competenti.
Non è la prima volta che simili gesti vengono diretti verso esponenti della Sinistra di questa città: ricordiamo che proprio durante la campagna elettorale delle ultime amministrative, alcuni sostenitori della Lista della Sinistra Arcobaleno vennero ingiuriati e minacciati da gruppi di destra mentre affiggevano i propri manifesti elettorali. Continueremo, per quanto ci riguarda, a lavorare serenamente sostenendo e promuovendo i temi della partecipazione e della nonviolenza in questa città ed in questa provincia.
Per l'Associazione per la Sinistra della Tuscia
Il Presidente

domenica 22 febbraio 2009

INTERVENTO - Sulla questione campi ROM nella Tuscia

E’ passata da poco la giornata della memoria. Anche nella nostra provincia sono state decine le iniziative dedicate allo sterminio degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, degli oppositori politici. Nei prossimi giorni la Provincia di Viterbo organizzerà un viaggio ad Auschwitz con le scolaresche. Tutto bene, tutto giusto.
Ma possibile che la memoria di quegli avvenimenti non ci dica nulla rispetto a quello che sta avvenendo in queste ore?
Non voglio fare alcuna polemica, ma considero semplicemente assordante il silenzio della Provincia rispetto alle prese di posizione (in alcuni casi dichiaratamente razziste) che stanno accompagnando l’ipotesi di trasferimento di alcuni campi rom dalla Capitale o rispetto all’approvazione, da parte del governo, di quelle che il settimanale Famiglia Cristiana ha definito le nuove leggi razziali.
Diversi sindaci e forze politiche, da giorni, non fanno altro che cavalcare le paure e le inquietudini che attraversano anche i nostri territori, alimentando psicosi, attraverso dichiarazioni esagitate ed irresponsabili che rischiano di fomentare azioni e pratiche razziste.
Luoghi comuni e stereotipi non molto diversi da quelli che settanta anni fa venivano utilizzate per giustificare lo sterminio di mezzo milione di zingari.
A nulla valgono gli appelli del capo dello Stato e dello stesso presidente della Camera ad evitare pericolose equazioni tra gli immigrati, interi popoli e gli atti delinquenziali di singoli.
A questo bisogna aggiungere che, in queste stesse ore, un governo estremista e irresponsabile, approvando il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, introduce d’urgenza nel nostro ordinamento le ronde dei cittadini, nonostante le perplessità manifestate dalle stesse forze di polizia, accampando la più ipocrita delle motivazioni: lo facciamo per contenere la furia del popolo.
Spacciano le ronde come freno alla giustizia “fai da te”, cioè alle ormai frequenti aggressioni di malcapitati colpevoli di essere stranieri o senza fissa dimora.
Ma è proprio il decreto governativo a proporre agli italiani di militarizzarsi.
Berlusconi riconosce che gli stupri sono in calo del 10% nella penisola. Ma più delle statistiche, vale il marketing sociale, il grande clamore suscitato dai recenti episodi.
La destra populista e berlusconiana trova nell’insicurezza il suo principale fattore di radicamento territoriale, le ronde vengono proposte per il loro carattere simbolico di strumento di riconquista di un ambito esterno (percepito come ostile) al domicilio privato. Certo, c’è chi minimizza.
Come già si è fatto con l’idea segregazionista delle “classi ponte” per i bambini stranieri, con i cancelli ai campi rom, con l’incoraggiamento ai medici a denunciare i pazienti sprovvisti di permesso di soggiorno.
Cosa volete che sia? Le prossime tappe c’è da scommetterci saranno le normative differenziali sull’erogazione dei servizi sociali (agli italiani si, agli stranieri no, e pazienza se pagano anch’essi le tasse); seguirà il distinguo nei sussidi di disoccupazione (c’è la crisi, non possiamo mantenere gli stranieri, e pazienza se hanno versato i contributi).
Così, un passo dopo l’altro, in marcia dietro la bandiera di una guerra interna che non si ferma di certo agli stupratori, cresce l’assuefazione alla barbarie.
Non sarà il caso che le istituzioni territoriali, a cominciare dalla Provincia, che si appresta ad organizzare il viaggio della memoria ad Auschwitz, incomincino a far sentire la loro voce su questi fatti che parlano la lingua di un moderno e subdolo razzismo?

Giancarlo Torricelli